Più armamenti e meno sanità; l’umanità destinata ad estinguersi

02/09/2026
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Quando si inizia il corso universitario nelle facoltà di giurisprudenza, economia, politica, tra le prime fonti di studio, la matricola deve imparare non soltanto perché richiesto ma per la vita: “Economia Politica” e “Scienza delle Finanze”; in particolare come ridistribuire gli introiti economici per la famiglia (microeconomia) e per lo Stato (macroeconomia).

Gli esempi sono facili da apprendere, semplici da memorizzare, applicare e, divulgare per dare un contributo alla crescita e, benessere della società.
Tralasciando la microeconomia e, basando il ragionamento sulla macroeconomia, si può dire che la spesa degli “Stati Europei” a piccoli passi sottrae grandi risorse per la sanità per finanziare gli armamenti, l’Italia non è un’eccezione.
Negli ultimi anni la spesa per la ricerca sanitaria in Italia è di circa 25 euro per abitante, il Ministero della salute ha stanziato complessivamente oltre 179 milioni di euro nel 2024 (Governo Salute), numeri importanti ma in forte discesa per trovare risorse economiche per la ricerca militare e gli armamenti di ultima generazione. Oggi per imposizione della NATO l’Italia è costretta a investire 33,9 miliardi di euro pari a circa il 2% del PIL, la spesa complessiva arriverà a toccare i 45,3 miliardi di euro.

Una reale sperequazione con conseguenze disastrose per l’intera umanità, oggi gli Stati invece di investire le proprie risorse per la sanità, il sociale, le infrastrutture così da dare benessere ai propri cittadini, investono in meccanismi di morte; oggi si riesce con successo a far funzionare a distanza veicoli blindati in Finlandia, controllato da Tokyo in Giappone, a oltre 7.800 chilometri di distanza (Patria); si iniziano a realizzare con grande successo robot umanoidi per la guerra. L’Italia nell’ultimo periodo continua ad acquistare droni dagli stati uniti e sviluppare programmi congiunti con partner europei, da tempo la politica italiana sta focalizzando l’attenzione sui sistemi aerei senza pilota (AGI).

Mentre l’Italia è costretta a investire oltre 45 miliardi per armamenti, equipaggiamenti, infrastrutture militari; la situazione sanitaria ospedaliera è un disastro, soprattutto in alcune aree del sud, i pochi medici hanno macchinari degli anni novanta, le medicine sono scadenti, pochi sono gli strumenti con elevati standard qualitativi.

Nell’ottocento vi era una ferrovia in Europa che collegava Parigi a San Pietroburgo, passando per Bruxelles, Colonia, Berlino e, Konigsperg ai tempi si trovò tra gli stati anche un accordo per avere i binari nelle stesse dimensioni.

L’umanità sta perdendo la razionalità sicuramente “meglio fare la guerra attorno un tavolo che nelle trincee (CIt.).

Il nuovo ordine mondiale è fallito ora bisogna sedersi e, capire se è possibile un mondo globalizzato con una sola moneta e, diverse culture, nessuno deve restare fuori così che i 45 miliari si utilizzino per salvare vite e operare pazienti dalla Finlandia, controllati da medici di Tokyo in Giappone, a oltre 7.800 Km di distanza realizzando umanoidi a servizio dell’umanità non per annientarla.

Comunque vada l’Italia non è da meno degli altri paesi, saremo preparati anche ai peggiori scenari futuri globali.

Francesco Agati