PLI: no alla cedolare secca al 26% per gli affitti brevi

26/10/2025
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Roma — Il Partito Liberale Italiano (PLI) esprime la propria ferma contrarietà all’introduzione della cedolare secca al 26% per gli affitti brevi e le case vacanze, una misura che rischia di colpire duramente il Mezzogiorno d’Italia e, in particolare, la Sicilia, le isole minori e i borghi storici del nostro Paese.

Questa proposta — sottolinea il PLI — penalizza in modo sproporzionato le regioni del Sud, dove il turismo rappresenta una delle principali fonti di reddito e di occupazione. L’aumento della tassazione sugli affitti turistici metterebbe in seria difficoltà migliaia di piccoli proprietari, famiglie e microimprese che hanno investito nel turismo diffuso e sostenibile come strumento di sviluppo locale.

 

> “Un incremento fiscale di questa portata – dichiara il Partito Liberale Italiano – avrebbe effetti devastanti sull’economia meridionale, provocando la perdita di posti di lavoro, il calo degli investimenti e una nuova ondata di emigrazione dal Sud verso il Nord. Si rischia inoltre di accelerare lo spopolamento dei borghi e delle aree interne, già fortemente provate dalla crisi demografica e dalla mancanza di opportunità.”

 

 

 

Il PLI invita quindi il Governo e il Parlamento a rivedere profondamente la misura, promuovendo invece politiche fiscali equilibrate e differenziate che tengano conto delle realtà territoriali, incentivando la valorizzazione del patrimonio turistico e culturale del Mezzogiorno.

 

Solo attraverso una visione liberale e meritocratica dello sviluppo sarà possibile favorire la crescita economica, la coesione sociale e la piena valorizzazione del potenziale turistico dell’intero Paese.

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