Ritrovata a Gela la tomba di Eschilo

15/11/2025
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Il nostro Alessandro Guarnera continua a scrivere scherzi giornalistica. Non certo fake news ma ‘fartisie canzonatorie’ al gusto di ironia. Un modo nuovo per andare fuori rotta…in  rotta di collisione!

 

Eccezionale scoperta a Gela in via Gian Maria Volonte’. C’è chi trova tombe etrusche, chi scava anfiteatri, e chi come a Gela, può vantarsi di aver ritrovato l’ultima dimora del grande drammaturgo Greco. A Gela, è stata ritrovata una buca. Una buca che resiste ai secoli, alle intemperie, alle amministrazioni comunali e persino alle promesse elettorali. Una buca che, secondo alcuni studiosi da marciapiede, è senza dubbio alcuno nientemeno che la tomba di Eschilo.

 

Il grande tragediografo greco che, come raccontano le cronache, morì colpito da una tartaruga lanciata da un’aquila morì a Gela. Ebbene, il fato ha voluto che la sua ultima dimora non fosse mai coperta, né valorizzata, né tantomeno asfaltata. Un unicum archeo-burocratico.

Il ritrovamento, avvenuto per caso dopo l’ennesima caduta di uno scooterista ed una decina di cerchioni ammaccati, ha scatenato l’entusiasmo degli studiosi locali. Il professore Muletto l’ha definita una scoperta che riscrive la storia della nostra città “perché la buca si trova a ovest della città, e dunque dimostra che anche l’acropoli era a ovest! Gli antichi avevano solo sbagliato i cartelli stradali.”

 

Negli ultimi quindici anni, la gloriosa buca ha avuto l’onore di essere transennata da ben tre amministrazioni Comunali: da Messinese a Greco, passando per Di Stefano. Tutti l’hanno cinta con nastro rosso e bianco, tutti l’hanno definita “priorità del mandato”, ma nessuno ha avuto l’ardire di valorizzarla. C’è pure chi ha proposto di farne un “Parco della Memoria Stradale”, chi un “Monumento al Buco Infinito”, ma alla fine è rimasta li. Fedele a sé stessa, tra erbacce, i mozziconi di sigaretta e cartacce varie come l’inefficienza civica è di antica memoria.

A distanza di venticinque secoli, Gela può vantare un primato unico. Altrove le buche sono un problema, a Gela divengono patrimonio culturale. Una buca che sopravvive ai governi, ai sindaci e persino alla tartaruga che fu la sventura di Eschilo.
Chiesiamo a gran voce la posa di una targa con su scritto : …qui giace la speranza di un piano di manutenzione urbana.
Ma fino ad allora, la buca-tomba continuerà a osservare la città con saggia ironia. Del resto, come avrebbe detto lo stesso Eschilo: ……ormai il destino è stato scritto ma almeno mettiamoci un po’ di catrame sopra.

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