Sanita’: resoconto di una breve ma intensa esperienza lavorativa

intreccio di emozioni, sensazioni, rapporti di collaborazione con i colleghi e, soprattutto, di incontro con i pazienti
25/05/2026
25/05/2026
Tempo di lettura: 4 minuti

‘Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita’. La massima di Confucio dimostra la passione nel lavoro ma incontrare le persone giuste ed un clima di serenità fa la differenza.

Oggi raccontiamo una storia di lavoro e di passione ma anche di accoglienza.

Siamo troppo abituati al sistema sanitario insano . Talvolta però arrivano testimonianze che raccontano isole felici in sanità. Come quella del dott                                                      Gianfranco Gruttadauria Responsabile dell’Unita’ di diabetologia ASP Caltanissetta che ci racconta le sue giornate a Gela: sintesi positiva di una breve ma intensa esperienza lavorativa. La diabetologia è stata sollecitata dalla commissione consiliare Sanità presieduta da Floriana Cascio ed ecco il risultato:

“Questa testimonianza racconta la mia esperienza a Gela; è un intreccio di emozioni, sensazioni, rapporti di collaborazione con i colleghi e, soprattutto, di incontro con i pazienti.

È sabato 13 dicembre. Mi sveglio, insolitamente, alle 5.30 del mattino. È ancora buio e piove a dirotto. Perché mi sono alzato così presto?

Perché quel giorno inizia il primo ambulatorio di diabetologia presso l’Ospedale di Gela. La crisi dell’assistenza diabetologica in città si protrae da tempo e ha creato un forte disagio ai numerosi pazienti di Gela e dei paesi limitrofi. Su richiesta delle associazioni dei pazienti di Gela (Associazione Diabetici Eschilo e Associazione ODV 3) e della dottoressa Cascio, consigliere comunale e responsabile della commissione sanità cittadina, ai primi di dicembre si è tenuta una riunione con la direzione strategica dell’ASP di Caltanissetta per individuare una soluzione tampone, in attesa di interventi più stabili.

La mia partecipazione a quella riunione avviene online, non in presenza, perché in ambulatorio ho numerosi pazienti in attesa. Dura, credo, non più di tre o quattro minuti. Su richiesta della direzione, dichiaro senza esitazione la mia disponibilità ad andare tutti i sabati, in regime di prestazioni aggiuntive, a Gela per svolgere attività ambulatoriale presso l’ospedale. In seguito, dai social, vedo una bella foto conclusiva con tutti i partecipanti sorridenti per le soluzioni raggiunte. Io non ci sono: sto lavorando.

Così, il 13 dicembre, parto per Gela. Durante il viaggio ho anche la fortuna di assistere a un’alba bellissima: nel cielo, colori straordinari sembrano annunciare la giornata.

Ma che cosa mi aspetto, davvero, da queste giornate ambulatoriali a Gela?

Apprensione? Fatica? Forse un po’ di timore? Nei mesi precedenti avevo saputo anche di momenti di tensione presso l’ambulatorio di diabetologia di via Butera.

Avevo paura di trovare situazioni imbarazzanti a Gela? Assolutamente no. Sono profondamente convinto che i problemi possano verificarsi ovunque: a Gela, a Caltanissetta, a Mussomeli, come in qualunque altro luogo. Ma credo anche che tensioni e incomprensioni si riducano molto quando si lavora con professionalità, dedizione ed empatia verso i pazienti. Certo, esistono persone poco educate, esasperate da situazioni difficili, e nella mia più che trentennale esperienza lavorativa mi è capitato di incontrarle spesso. Non in altre città, ma proprio a Caltanissetta, dove ho sempre lavorato. Questo significa che momenti critici possono presentarsi sempre; nella maggior parte dei casi, però, sono l’esperienza e la capacità di dialogo a permetterci di superarli.

Sono quindi arrivato a Gela con serenità, senza aspettarmi un clima ostile o aggressivo. E i giorni successivi hanno confermato pienamente questa impressione. Ho trovato lavoro, impegno, passione ed empatia.

E la cosa più bella è che, anche grazie al dottore Cirrone Cipolla, ho avuto al mio fianco collaboratori straordinari. Fin dal primo momento siamo entrati subito in sintonia, affrontando insieme le decine di pazienti assistiti nel corso di questi otto turni ambulatoriali.

Non posso non ricordare i nomi di questi bravissimi professionisti: Ina Leone, Enzo Tallarita e Orazio Sbirziola.

Collaboratori instancabili, appassionati, disponibili, sempre rispettosi dei pazienti e capaci di unire competenza professionale e autentica umanità.

La cosa più sorprendente è che ci siamo messi al lavoro come se ci conoscessimo da anni, come se fossimo una squadra stabile e già collaudata.

È una delle immagini più belle che porterò con me di questa esperienza a Gela.

E poi ci sono i pazienti. Ognuno con i propri problemi. Alcuni non effettuavano un controllo dal 2024; molti erano senza presidi per l’autocontrollo domiciliare da mesi; altri seguivano terapie ormai del tutto superate.

Non ho mai avuto problemi con nessuno, né ho assistito a comportamenti fuori dai limiti della buona educazione. Al contrario, ho percepito molta gratitudine. Non ho mai provato disagio, rischio o pericolo; in fondo lo sapevo già.

Sicuramente avremmo potuto fare di più; ma credo che abbiamo dato un messaggio forte: ci siamo, vogliamo migliorare l’assistenza diabetologica e ridurre, per quanto possibile, i disagi che troppo a lungo hanno pesato sui pazienti.

A fine febbraio mi è stato comunicato di sospendere la mia attività a Gela per la nomina, con effetto immediato, di una nuova diabetologa specialista ambulatoriale, che ha iniziato subito a lavorare a tempo pieno presso i locali di via Butera. E difficilmente si sarebbe potuta fare una scelta migliore. Ho avuto il piacere di conoscere, seppure brevemente, la dottoressa Spitali: mi hanno colpito immediatamente i modi, la gentilezza, la professionalità e, se posso dirlo, la grinta. Sono certo che farà grandi cose a Gela e i primi riscontri che mi sono arrivati sono già molto positivi.

Al termine di questa esperienza desidero ringraziare Ina, Enzo e Orazio,

e tutti i pazienti che ho avuto la possibilità di conoscere. A loro, e a questa esperienza, devo il ricordo di un lavoro faticoso ma profondamente umano”.

 

 

Gianfranco Gruttadauria Resp. UOSD diabetologia ASP Caltanissetta

 

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com