Inauguriamo oggi una nuova rubrica di www.notiziefuorirotta.it, che abbiamo intitolato ‘La Domenica del Signore’, curata dal prof. Massimo Cassara’, insegnante di teologia e specialista in Bioetica.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 17,5-10
In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».
Lc 17,5-10
“Il brano di questa Domenica, tratto dal Vangelo di Luca, rischia di scontrarsi con quel legittimo sentimento indignato che secoli di prepotenza ed arroganza hanno alimentato presso una vastissima platea di uomini e donne sopraffatti da Stati intrisi di leggi razziali, da famiglie nobiliari, da classi sociali ricche, potenti e dominanti, da datori-padroni di lavoro.
Sentir parlare di “servi”, e per giunta inutili, è qualcosa di ripugnante, è ciò che grida vendetta al cospetto di Dio; dallo stesso Dio che, nei versetti di Luca, paradossalmente sembra invece avallarne la legittimità! Si tratta di fatto di un apparente paradosso poichè la logica Evangelica attinge sempre dall’esemplarità del modello paradigmatico, cioè dallo stesso Cristo. È lui il servo inutile, e lo è al cospetto del Padre (v. Isaia).
In-utile è colui il quale serve senza produrre nessun profitto per sè. Si tratta della assoluta gratuità dell’amore, del suo donarsi disinteressato. Ciò che l’uomo produce liberamente al cospetto di Dio è utile ed efficace, e lo è maggiormente nella misura in cui per sè stesso non vanta nessuna ricompensa, poichè è l’intenzione interiore del servire per amore e gratuitamente a generare la più intensa e duratura ricompensa.
Solo Dio sa quanta necessità di servizio gratuito occorra ad una società oramai sopraffatta dal “Do ut des”.
L’etimo di “ministero” dal latino ministerium rimanda a minister, il cui significato è “servitore” o “aiutante”. Qualcuno che sta in alto, all’apice nella nostra amata Repubblica, dovrebbe riflettere, se non altro per cogliere la mirabile opportunità che il destino gli ha consegnato: porsi, se non alla pari di Cristo, almeno quale buon esempio per il comune cittadino che egli ha giurato di servire, ponendo la propria mano sulla Costituzione italiana”.
Prof. MASSIMO CASSARA’
