Gela – Riceviamo e pubblichiamo una nota dal consulente immobiliare Francesco Agati che ha seguito la vicenda dibuna famiglia, già attenzionata dai media, che ha subito lo sfratto dall’appartamento di edilizia popolare, occupato dal 1996. Ecco cosa scrive Agati.
“La giustizia deve essere accessibile a tutti non solo sulla carta.
In questi giorni sto assistendo un nucleo familiare, penso fermamente che sia stato vessato e, umiliato da parte di enti e istituzioni, si sono presi gioco di loro.
Non hanno i mezzi e le conoscenze giuridiche per poter far valere le proprie legittime ragioni e non hanno la forza di potersi vendicare, dunque agnelli sacrificali.
Non avere possibilità e, conoscenze, non può essere in Italia sinonimo: di questa gente si può fare tutto quello che si vuole.
Credo fermamente che la tutela dei diritti umani non debba dipendere dalle disponibilità economiche o appartenenze sociali.
Proprio per questo, sto offrendo le mie conoscenze professionali, cercando di sfruttare le esigue possibilità legali che lo Stato offre.
Con ottimismo e, l’aiuto di Dio riusciremo a trovare la giusta soluzione, in una vicenda mal gestita ma non irreparabilmente compromessa.
Si è parlato della grave situazione in qualche testata giornalistica, esorto i tanti giornalisti a fare conoscere la questione, l’opinione pubblica è fondamentale. Il diritto della casa è un diritto di tutti, lo Stato ha l’obbligo di tutelare i più fragili, i disabili, i minorenni, non può coercivamente e illegalmente buttarli sulla strada solo perché non hanno avuto la forza di poter combattere contro il dispotismo di enti e parte delle istituzioni.
Questa famiglia a febbraio deve rientrare nella propria abitazione assegnata dagli anni novanta che volevano riscattare in base alle loro possibilità economiche.Con passione e dedizione troveremo la migliore soluzione”.
