Riceviamo e pubblichiamo una nota del gruppo politico “Soazio civico sull’inchiesta sulla gestione della discarica di Timpazzo, con le gravi accuse emerse dalle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, considerata l’ennesima conferma del fallimento del modello rifiuti costruito in Sicilia negli ultimi decenni.
“Abbiamo grande rispetto per il lavoro svolto dalle forze dell’ordine – scrivono i componenti Arena e Scicolone – poiché grazie agli sforzi di chi garantisce sicurezza, attenzione e presenza nel territorio si può dare la giusta trasparenza sulle vicende pubbliche ai cittadini.
Ci auguriamo che l’indagine possa portare finalmente chiarezza su un sistema ormai incastrato sulle emergenze permanenti, sulla dipendenza dalle discariche, sulla concentrazione di potere in poche strutture e sull’assenza di una vera pianificazione pubblica e trasparente.
Mentre il presidente della Regione Renato Schifani continua a rivendicare la propria strategia commissariale e centralista sul ciclo dei rifiuti, oggi i fatti raccontano una realtà drammatica: la Sicilia resta ostaggio di un sistema fragile, opaco e vulnerabile agli interessi che prosperano proprio nelle emergenze.
Come comuni interessati totalmente alla vicenda (Gela e Mazzarino) e come esponenti di Spazio Civico ribadiamo con forza che la nostra proposta è radicalmente alternativa al modello Schifani.
Crediamo sia possibile una gestione pubblica realmente trasparente e controllabile;
impianti distribuiti e tecnologicamente avanzati;
riduzione dei rifiuti e raccolta differenziata spinta;
economia circolare e recupero di materia;
tracciabilità digitale completa del ciclo dei rifiuti;
partecipazione dei territori e controllo civico.
La Sicilia non ha bisogno di nuovi commissariamenti permanenti né di politiche costruite sull’emergenza. Ha bisogno di legalità, programmazione, competenza e trasparenza.
L’inchiesta di Timpazzo deve diventare un punto di svolta politico e amministrativo. Non bastano dichiarazioni indignate dopo anni di gestione fallimentare: serve cambiare modello.
Deve essere pensabile una Sicilia libera dai monopoli delle discariche, dagli interessi opachi e dalla cultura dell’emergenza che ha prodotto soltanto ritardi, costi enormi e sfiducia nei cittadini”.
