Una spesa di 14.400 euro sostenuta per l’allestimento del palco, sedie e servizi, ma gli spettacoli sono stati cancellati con meno di 300 biglietti venduti su circa 1.500 posti disponibili.
È la triste storia delle due opere ‘La Traviata’ e ‘Cavalleria Rusticana’ in programma alle Mura Timoleontee per il 28 agosto ed il 12 settembre, magicamente sparite dagli appuntamenti estivi dopo una timida campagna pubblicitaria.
Il progetto univa contenuti culturali alla solidarietà: erano stati coinvolti i pazienti psichici.
Secondo quanto comunicato dagli organizzatori della Tag Festival, la decisione si è resa inevitabile a causa del venire meno delle condizioni logistiche e tecnico-organizzative necessarie per garantire la messa in scena di spettacoli di questa complessità.
C’è chi dice che l’iniziativa sarebbe stata osteggiata e il Comune non avrebbe fatto abbastanza ma il sindaco sostiene che qualcosa è andato storto nell’organizzazione e lo sbigliettamento a Gela non funziona.
“Quella che leggiamo oggi non è semplicemente la storia di due spettacoli cancellati. – scrive il rappresentante regionale PeR, Donegani –
È una vicenda che pone una questione politica più generale: come si programmano gli eventi e come si utilizzano le risorse pubbliche: 14.400 euro.
Non è in discussione la cifra impegnata . Si tratta di spese necessarie e propedeutiche alla realizzazione di uno spettacolo.
La questione che pongo riguarda invece tutto ciò che viene prima e intorno a quella spesa: la programmazione, la promozione, la verifica delle prevendite, il monitoraggio dell’organizzazione e la capacità di intervenire per tempo quando emergono difficoltà.
Al di là delle responsabilità specifiche, una cosa è evidente: qualcosa nella programmazione non ha funzionato.
Un grande evento non si organizza soltanto fissando una data.
Bisogna promuoverlo per tempo, costruire un pubblico, verificarne la sostenibilità e soprattutto intervenire prima che sia troppo tardi, quando emergono difficoltà.
Se le prevendite erano insufficienti, si potevano valutare per tempo diverse soluzioni: una compartecipazione sostenibile, il coinvolgimento di sponsor privati, una maggiore attività di promozione, una rimodulazione dell’iniziativa.
Non significa chiedere al Comune di coprire qualsiasi perdita.
Significa avere programmazione, capacità amministrativa e l’attenzione e la dedizione necessarie a seguire l’iter organizzativo e logistico.
Perché oggi Gela rischia di pagare un triplo prezzo:
ECONOMICO, per le risorse già impegnate;
D’IMMAGINE, perché quando un evento viene cancellato dopo che sono già state sostenute spese e avviata l’organizzazione, a rimetterci non è soltanto l’evento: è la credibilità della città;
CULTURALE E TURISTICO, perché un’iniziativa di questo livello avrebbe potuto rappresentare un’occasione di promozione per Gela.
E c’è anche chi aveva acquistato il biglietto. Verrà sicuramente rimborsato, ma aveva organizzato la propria serata sulla base di uno spettacolo che non si svolgerà.
Anche questo, inevitabilmente, produce una perdita di fiducia e di credibilità.
Io credo che su cultura, turismo ed eventi Gela debba pretendere di più.
Più programmazione.
Più promozione.
Più competenza.
Più capacità di prevenire i problemi.
Non basta organizzare un evento. Bisogna metterlo nelle condizioni di riuscire.
Perché 14.400 euro non sono un dettaglio. Sono soldi dei cittadini.
E la buona amministrazione si misura anche da questo:
PROGRAMMARE PRIMA, NON SPIEGARE DOPO”.
