Queste sono le parole di fede e d’amore gratuito che ha pronunciato il Vicario Foraneo don Luigi Petralia durante le esequie per Enza D’angeli, una piccola donna dal cuore votato Dio che ha speso la sua vita per sperimentare su di sé l’insegnamento evangelico spargendo amore e solidarietà incondizionata. Senza selfie, senza pubblicità, nel nascondimento, con le sue sostanze ed il suo tempo. La solidarietà è morta a Gela.
Ecco Enza con la sua amica e collega Rosetta Gerardi.

La sua opera era conosciuta da molto. In via è stata insignita dell’onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella .

“In questa Eucaristia uniamo alla Pasqua di Cristo specialmente la nostra sorella Enza affinché trovi il Cristo Glorioso e Misericordioso ad accoglierla nella Beatitudine dei Santi, insieme con la Vergine Madre, nostra Regina, e con gli Angeli di Dio.
La nostra vita terrena è un cammino ed un pellegrinaggio nel segno delle tre virtù teologali: la fede, la speranza e l’amore gratuito (la carità).
Queste tre virtù ci vengono donate da Dio e ci uniscono a Lui, affinché la nostra vita sia una ripresentazione concreta della stessa vita di Gesù Cristo in noi: viviamo per diventare Cristo! San Paolo ha espresso così questo pellegrinaggio cristiano, nella lettera ai Galati: «In realtà mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.» (1,19-20).
Noi cristiani non viviamo per compiere le opere della Legge, le opere legali: sia la Legge di Mosè, siano altre leggi o norme di vita sociali e civili, di giustizia o di elemosina. Il bene e le opere di giustizia e di amore non le facciamo dinanzi ad una legge: la nostra relazione non è con un codice di norme e precetti, scritti o verbali. San Paolo, e lo stesso vangelo di Matteo che abbiamo ascoltato, ci dice che la nostra relazione è con una persona vivente, con Gesù Cristo Risorto dai morti. È per amore verso Cristo che noi facciamo le opere buone, le opere di misericordia, di amore gratuito, senza chiedere guadagni e ricompense di qualunque genere: ogni cosa, ogni azione che facciamo agli altri noi sappiamo che la facciamo a Gesù stesso.
La nostra vita terrena è una risposta d’amore a Cristo Gesù che ci ha amati per primo.
Tutti abbiamo ricevuto l’amore di Cristo gratuitamente, senza meriti, anzi “Dio Padre ci ha amati mediante il suo Figlio Gesù quando noi eravamo deboli e peccatori”: l’amore divino con il quale siamo stati amati è stato riversato nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che abbiamo ricevuto per la fede in Gesù, per aver creduto all’annuncio del Vangelo (cf. Rom 5,1-6).
Ma l’amore divino, lo Spirito Santo, ci trasforma in Cristo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”, perché vivo mediante la fede e compio le opere della fede, compio la volontà di Dio Padre.
Chi vive l’amore di Dio anticipa la gioia del Paradiso nel suo proprio cuore! Chi ama come Cristo, nella potenza d’amore dello Spirito Santo, effonde intorno a sé la presenza di Dio e la gioia del Regno dei Cieli.
La potenza d’amore dello Spirito Santo è nascosta, silenziosa, mite; non è necessariamente eclatante e miracolosa, con opere e prodigi straordinari.
Santo, effonde intorno a sé la presenza di Dio e la gioia del Regno dei Cieli.
La potenza d’amore dello Spirito Santo è nascosta, silenziosa, mite; non è
necessariamente eclatante e miracolosa, con opere e prodigi straordinari.
Possono esserci anche questi segni prodigiosi e straordinari, miracoli e
guarigioni, ma non è necessario che ci siano. L’amore di Dio opera nei
cuori riempiti dallo Spirito Santo, ed è invisibile e al di fuori di misurazioni umane: un gesto d’amore piccolo può sembrare insignificante
ed anche inutile, ma il suo peso e la sua efficacia possono essere grandissimi
agli occhi di Dio, perché è un atto d’amore fatto a Gesù stesso nel fratello povero e bisognoso: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.” (v. 40).
Viviamo,
dunque, con fede e amore la nostra vita quotidiana, certi della speranza che
non delude, e che ci apre le porte del Cielo.
Permettetemi, infine, un accenno alla testimonianza che ci ha
consegnato la nostra sorella Enza. Nella sua piccola e fragile umanità, ha
donato la sua vita al servizio del prossimo, mediante la fede in Gesù e
compiendo le sue opere come frutti maturi della sua unione con il Signore.
La sua vita di fede e di preghiera, si è svolta al cospetto di Gesù Eucaristia, con una partecipazione assidua ai Sacramenti e al servizio della comunità ecclesiale in cui è vissuta. In particolare la fede e l’amore alla
SS.ma Eucaristia l’ha manifestata con la volontà e il desiderio di una adorazione continua e perpetua, facendo costruire la Cappella dell’Adorazione Perpetua nella Parrocchia di S. Lucia (dove ero parroco
io in quegli anni). Gesù stesso, nel Vangelo secondo Giovanni, ci ha insegnato che senza di Lui non possiamo fare nulla: «Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me
non potete fare nulla.» (14,5). La fede matura della nostra sorella Enza, e la
sua sincera devozione eucaristica, ha portato molto frutto in Cristo!
Per circa 40’anni, la sua attività professionale di insegnante nella
scuola elementare è stata una vera e propria missione, nella formazione di
tanti bambini, nel segno di una maternità spirituale che comunicava amore
ed affetto, per la sana crescita umana e cristiana dei futuri cittadini di questa
nostro territorio. Inoltre ha continuato con il doposcuola gratuito in parrocchia a sostenere il cammino formativo di tanti bambini e ragazzi.
Infine, la sua fede e carità si sono concretizzati in un aiuto veramente impegnativo per sostenere le famiglie e le persone povere, bisognose economicamente, aprendo uno sportello di microcredito: ha dato così un
segno della Provvidenza di Dio che non vuole lasciare nella povertà e nella
disperazione i suoi figli.
Ha seminato amore, speranza, fiducia in Dio, dando anche alla Chiesa
un volto veramente evangelico di condivisione e di generosa fraternità.
Ci uniamo al dolore e alla sofferenza di quanti sono legati a lei da affetto cristiano: siamo certi che il Signore Gesù, che ha amato e servito in
terra, la accolga in Paradiso.
