Storia di un martedì bestiale a Bestiolandìa

Giraffe,elefanti e abusivi. Conaca di un quartiere allo sbando dove pure i leoni chiedono il trasferimento
25/10/2025
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C’è un angolo di Gela che ormai tutti chiamano affettuosamente Bestiolandìa si trova nell’x quartiere la Cittadella, un tempo zona residenziale….

Un quartiere dove le regole del codice della strada valgono meno di un biglietto del bus, e dove il confine tra zoo e centro abitato si è perso insieme alla raccolta dei rifiuti.

Le giraffe si allungano per salutare dai balconi del terzo piano, gli elefanti fanno il bagno nelle vasche da bagno degli appartamenti ed i lama sputano con precisione olimpica sui motorini e le auto sostano finanche in terza fila senza pagare il biglietto del circo.

Le scimmie, più organizzate di certi consiglieri comunali, rubano frutta dai mercati e la rivendono al mercato nero vicino la parafarmacia.

I caproni, invece, hanno fondato un loro partito politico: “Movimento Ruminante Gelese”.

E i leoni? Ormai sono in “burnout”, esauriti e stressati dalla confusione quotidiana al punto da pensare: “Megghiu fari ‘u netturbinu ca ‘u rè”….. mormorando tra un ruggito ed un bidone.

Ma il vero caos arriva il Martedì la vera sagra della confusione.

Se il resto della settimana è un documentario di National Geographic, il martedì diventa Apocalisse Now.

È il giorno del mercato arabo più grande della Sicilia, un labirinto di bancarelle dove si vende di tutto: spezie, tappeti, mutande griffate “Abibas”, televisori al plasma del 2005 e si vocifera anche sogni a buon prezzo dentro i furgoni.

Gli abusivi, veloci come gatti, spuntano da ogni angolo.

Appena qualcuno grida “Arrìvanu i gendàrmi!”(alias polizia municipale di bestiolandia), in meno di dieci secondi spariscono tutti … pure l’ombra.

Solo che, come da tradizione, i gendàrmi non arrivano mai: pare siano rimasti bloccati da un branco di pecore al semaforo o forse stanno ancora discutendo di chi deve scendere per primo dalla macchina e tirare le palle del circo fuori.

Un profumo che ti resta nel cuore… e nel naso.

Finito il mercato, rimane un panorama degno di una mostra d’arte contemporanea: cassette di plastica, bucce, odori non meglio identificati e un tappeto di rifiuti su cui danzano i caproni felici.

Un misto di aromi che, secondo i più ottimisti, “potrebbe essere esportato come essenza tipica locale”.

I Gelosauri, abitanti di lunga resistenza, non si scompongono.

“È l’odore della libertà!”, dice zio Antonio, mentre spazza davanti al portone con una scopa senza manico.

“E chi ci lamentamu a fari?”, aggiunge la signora Piera, “finu a quannu non mi bussa un ippopotamo o mi ruba la borsa una scimmia, si pò diri ca tuttu fila liscio.” AUAAAA AUAAAA

E così Bestiolandìa, con le sue puzze, i suoi ruggiti e la sua inossidabile ironia, continua a vivere.

Un posto dove la spazzatura è patrimonio culturale, i gendàrmi una leggenda urbana e i Gelosauri, con la consueta filosofia gelese, ripetono ridendo: “Cu semmu semmu! E cu resiste campa! AUAAAA AUAAA

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