Sud chiama Nord invita alla coesione sulla sanità

19/08/2026
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Il Comitato di Gela di Sud Chiama Nord commentano l’iniziativa dell’amministrazione che da 19 giorni mantiene il presidio davanti all’ospedale.

“I gelesi continuano senza sosta a raggiungere il gazebo allestito dal Comune a
sostegno della giusta aspirazione del territorio per una sanità efficiente e dotata
dei servizi necessari a garantire la salute pubblica.
Eppure, a fronte della forte preoccupazione dei cittadini per una sanità locale che
li costringe a cure esterne per una situazione sanitaria esplosiva in una città
particolarmente colpita da gravi patologie per specifiche situazioni ambientali,
alcune forze politiche prendono le distanze rispondendo più ai richiami dei loro
referenti partitici che ai bisogni della città.
E’ uno spettacolo già visto, purtroppo, e oggi ci ritroviamo con problemi ben
peggiori, con servizi sanitari al collasso e con i gelesi che devono pregare il buon
Dio affinché non tocchi a loro avere bisogno di cure.
Si accusa di strumentalizzare la battaglia per un buon ospedale, ma chi ha
l’incoscienza di puntare il dito su chi lotta non fa nulla di suo per migliorare la
situazione e offre il fianco ai nemici della sanità gelese.
Si gira la responsabilità sui medici che non vorrebbero venire a Gela, salvo
scoprire che le ragioni sono da ricercare nello stato in cui è stata ridotta la sanità
gelese e nella sua disorganizzazione, ma anche che esiste una concreta
disponibilità di medici a venire a Gela che sorprende.
C’è un modo per azzerare le strumentalizzazioni politiche: TUTTI i partiti,
associazioni, cittadini partecipino a sostegno di questa battaglia che è di tutti e
se ne approprino anche loro.
Non c’è politica che tenga, non ci sono partiti virtuosi, ma responsabilità diffuse,
perciò, per una volta, visto che il diritto alla salute è di tutti, si agisca uniti, la si
smetta di fare i primi della classe quando non si fanno bene neppure le aste, e ci
si appropri tutti di una lotta che appartiene all’intera comunità.
La pessima sanità gelese è un fatto, purtroppo, perciò si venga tutti al gazebo e
ciascuno si adoperi secondo le proprie possibilità per fare assumere agli “amici”
che contano le decisioni che servono, altrimenti non sono da considerarsi amici
coloro che non si preoccupano che tutti possano curarsi nel medesimo modo
ovunque si vive. Altrimenti non sono da considerarsi amici dei gelesi coloro che
infieriscono guardando dalla finestra i tanti “stupidi” che agiscono.
Per quanto riguarda la volontà di realizzare il nuovo ospedale, lo si faccia, ma ciò
che si contesta alla Regione è lo stato di precarietà dell’attuale ospedale per
servizi sanitari previsti e mai attuati, per servizi sanitari che divengono via via
sempre di meno.
Il nuovo ospedale fatelo, programmatelo bene, progettatelo nel migliore dei modi,
scegliete il sito più adatto, noi concordiamo, ma prendete atto che occorreranno
molti anni prima che diventi operativo. Nel frattempo, la gente continuerà ad
avere bisogno di cure e sarà costretta a recarsi altrove se non troverà le giuste
risposte a Gela”.