“Sulla sanità non ci sono maggioranza e opposizione. C’è chi difende il territorio
e chi lo indebolisce.”
Da tre giorni, davanti all’Ospedale “Vittorio Emanuele”, si sta consumando qualcosa
che va ben oltre una protesta. Si sta consumando una scelta. Da una parte ci sono
cittadini, amministratori e istituzioni che chiedono con forza ciò che spetta a questo
territorio: in primis servizi adeguati, personale, certezze e rispetto e poi un nuovo
ospedale.
Dall’altra c’è, ancora una volta, il silenzio della Regione Siciliana.
È proprio questo silenzio che dovrebbe indignare ogni forza politica, e non essere
perplessi ad assistere al tentativo di trasformare una mobilitazione istituzionale
nell’ennesimo terreno di scontro politico. Quando un sindaco sceglie di trasferire
simbolicamente il cuore dell’amministrazione davanti all’ospedale, il tema non è il
luogo della protesta. Il tema è il grido di un territorio che chiede di non essere più
ignorato.
Chi oggi si sofferma sul metodo, sul presidio o sulle strategie comunicative rischia di
perdere di vista il punto centrale: migliaia di cittadini del comprensorio di Gela
attendono risposte che continuano a non arrivare. Ed è su questo che dovrebbe
concentrarsi ogni energia politica.
Spazio Civico condivide pienamente le parole del sindaco Terenziano Di Stefano
quando afferma che questa non è una battaglia politica, ma una battaglia di dignità, di
giustizia e di rispetto. Proprio per questo riteniamo che chi sceglie di trasformarla in
una polemica contro il sindaco commetta un errore politico e istituzionale. Perché
mentre il territorio si divide, la Regione continua a tacere.
Oggi il problema non è stabilire chi abbia ragione tra maggioranza e opposizione. Il
problema è capire se vogliamo presentarci davanti alla Regione come un territorio
unito oppure come una comunità che continua a consumare le proprie energie in
polemiche interne.
La sanità non appartiene a un’amministrazione comunale, né a un partito. Appartiene
ai cittadini. Appartiene alle famiglie che attendono mesi per una visita, agli anziani
costretti a spostarsi fuori provincia, ai medici e agli infermieri che ogni giorno
tengono in piedi un sistema sempre più in difficoltà. È a loro che la politica deve
delle risposte, non l’ennesima stagione di scontri.
Per questo Spazio Civico rivolge un appello a tutte le forze politiche, ai parlamentari
regionali e nazionali, ai sindaci del comprensorio, alle associazioni e ai cittadini:
unitevi a questa battaglia. Ognuno con il proprio ruolo, ma con un unico obiettivo.
Perché quando è in gioco il diritto alla salute non esistono avversari politici, esiste
soltanto il dovere di difendere il territorio.
E una cosa deve essere chiara a tutti: i cittadini dimenticheranno i comunicati, le
polemiche e le dichiarazioni.
Non dimenticheranno, invece, chi in questi giorni ha scelto di stare accanto al proprio
ospedale e chi, pur avendone l’occasione, ha preferito restare spettatore o alimentare
divisioni.
La storia di questa battaglia non sarà scritta da chi avrà parlato di più, ma sarà scritta
da chi avrà avuto il coraggio di difendere il diritto alla salute di un intero territorio.
La sanità non è una bandiera di partito. È il diritto di un territorio.
