Tac in tilt: paziente oncologica in fuga da Gela

12/02/2026
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Gela – Una paziente oncologica accusa un malessere.  Le è stata diagnosticata una paresi facciale con molta probabilità dovuta ad una tipologia di chemioterapia molto forte.

Purtroppo ha subito anche un distacco dell’iride, il che rende tutto più difficile.

Si rivolge al pronto soccorso dell’ ospedale Vittorio Emanuele di Gela, come prima spiaggia più vicina,  per poter chiedere un primo soccorso e,  come al solito, le viene risposto che la TAC, che era necessaria in questo caso clinico, non era disponibile perché fuori uso. Come spesso succede. ..

I parenti hanno contattato la nostra redazione per esprimere il loro malcontento che ormai sembra un disco rotto:”ma come si può accettare che  siamo condannati a morire senza assistenza sanitaria? Noi ed i comuni viciniori, visto che il bacino di utenza copre almeno 100mila persone”.

Una osservazione che i giornali riportano da almeno 20 anni.. questa è Gela! Sola, senza politica di difesa, senza ribellione che costruisce.

La paziente oncologica avrebbe dovuto essere visitata ma soprattutto assistita nell’immediatezza ed è altrettanto chiaro che i parenti non hanno perso tempo, sono andati all’ospedale di Vittoria dove sarà sottoposta a un intervento chirurgico; però resta l’amaro in bocca perché per avere l’assistenza bisogna ormai andare necessariamente fuori.

C’è gente che addirittura non passa neanche più per il pronto soccorso e  ne va direttamente, come è successo più di una volta, a Vittoria, a Licata o a Caltagirone.. questa è Gela! Abbandonata! E i gelesi vivi per miracolo e se stanno male, già morti..

È un canovaccio del teatro kafkiano che si ripete da tempo immemorabile, in una città a pezzi.