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Gela – Una parte di Gela dice ‘no’ ai tagli in sanità. Una parte, si. Perchè il resto della città non c’è. Cominciano ad arrivare i gruppi di manifestanti contro i tagli dei posti letto dell’ospedale Vittorio Emanuele. L’iniziativa è indetta dall’Amministrazione Comunale che vuole mandare un segnale preciso alla giunta regionale, chiamata ad approvare in via definitiva la rete ospedaliera.


Il nuovo piano è stato varato in commissione salute all’Ars. Una rappresentanza dell’Amministrazione comunale e del Consiglio comunale, il sindaco Di Stefano, gli assessori Franzone, Caci e Morgana, la presidente del Consiglio Giudice, i consiglieri Alabiso e Lupo si è recata all’Ars nei giorni scorsi per presentare le osservazioni sul piano che prevede i tagli di 10 posti letto. Chiede un rafforzamento, dell’emodinamica e l’avvio effettivo dell’Utin, atteso da quattordici anni. Le proposte dell’Amministrazione sono state portate in commissione sotto forma di osservazioni attraverso i deputati del M5S, del Pd e dell’Mpa.


Il voto favorevole è arrivato e adesso aspetta alla giunta regionale vararlo definitivamente, tenendo conto o meno delle osservazioni avanzate dai vari deputati.
Peccato che la città è indifferente e non si muove da casa per reclamare il diritto alla salute. Dove sono i gruppi costituiti? Le cosiddette associazioni di volontariato inserite nel libro dei contributi? Dove sono i club service maestri in reportage fotografici? Sarebbero bastati a far salire i numeri delle presenze.
Del resto i giochi sono fatti. Da decenni. Dalla fine degli anni ’90 infatti si assiste inermi alla morte degli ospedali di frontiera a vantaggio dei grandi centri di eccellenza e nessuno è mai riuscito a far nulla.
Ci auguriamo che a fine mattina la partecipazione sia imponente.

Comunque fra qualche ora ci comunicheranno che i manifestanti erano 3000 o 5000…..

Una risposta
Zona caposoprano paralizzata, impossibilità ad entrare nei bar della zona pieni zeppi di studenti, docenti e familiari. Tutto per raccogliere una parte infinitesimale di scioperanti e paralizzare la zona. Più semplice e più adeguato ai tempi sarebbe stata una raccolta di firme come nel passato che, se si distribuivano le postazioni in tutta la città si sarebbero potuto raccogliere decine di migliaia di firme da potere sbattere in faccia. Ma quello che conta è la visibilità e la guerra a chi è più POTENTE.