“Oggi per questa casa è venuta la salvezza”

02/11/2025
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Appuntamento domenicale con la rubrica ‘La domenica del Signore’ curata dal prof. Massimo Cassara’.

 

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.

 

Dalla lettura del brano di Luca sorge legittima la domanda: ma se il “Figlio dell’uomo […] è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”, perchè la gente, per lo più fedele osservante della legge di Mosè, mormora contro Gesù che si reca a casa del pubblicano Zaccheo, capo degli esattori delle tasse nella città di Gerico? È plausibile che il popolo angariato dagli oppressori romani, a causa del risentimento accumulato verso tutti coloro che collaboravano con l’impero, nutrisse sentimenti avversi verso Zaccheo, e ciò sebbene la legge mosaica dicesse “Non odiare tuo fratello nel cuore” Lv 19,17.

Pertanto Gesù sembrerebbe indirizzare un serio monito al popolo eletto a causa della sua incoerenza, seppure in altro contesto la Sua parola mostri tutt’altra intenzione: “Non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo” Gv 12, 47b. Gesù vede il peccatore Zaccheo e lo invita ad un incontro; è singolare che il cuore del pubblicano si muova a conversione senza che Gesù pronunci una sola parola! È davvero così difficile comprendere cosa Gesù sia venuto a fare tra gli uomini?

È venuto a portare la Grazia, è questo il motivo della sua venuta, questo è il dono che Egli è venuto ad elargire, una gratuità che opera in più direzioni:

verso Zaccheo, muovendo il suo cuore verso il bene, distogliendolo dal crimine e dalle ignobili ruberie;

verso il popolo eletto che mormora, incapace di adempiere al comandamento dell’amore, del perdono e della misericordia nei confronti del peccatore.

A conferma di quanto detto, lo stesso evangelista Luca, in un altro brano, ci presenta Dio (nella persona di un padre) descritto nell’atto di ammonire il figlio maggiore che si rattrista della conversione del fratello minore, il quale aveva dilapidato tutti i beni ricevuti in eredità:《Allora il padre gli disse: “Figlio, tu sei sempre con me, e ogni cosa mia è tua. Ma si doveva fare festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”». Lc 15, 31-32

Dio è giusto perchè è venuto ad offrirci gli strumenti efficaci per adempiere ai suoi voleri, perfettamente coincidenti con il nostro bene e la nostra salvezza: la Sua Grazia, questa soltanto può rendere attuabile il nostro desiderio di bene, non rifiutiamola, accogliamola mentre attraversa le nostre esistenze. Questo è il momento propizio, questo è il nostro Kairos, come lo fu allora per Zaccheo, approfittiamone per consolidare il nostro flebile desiderio al bene, per compiere la nostra vocazione alla santità! Un mondo flagellato da venti devastanti di guerra attende il sorgere di un mondo nuovo generato dalla Grazia di Cristo!

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