Si è concluso ieri, con grande entusiasmo da parte di tutti i partecipanti, il corso sull’Intelligenza Artificiale che ha visto gli studenti della classe 4 D dell’Istituto di Istruzione Superiore “Morselli-Sturzo” di Gela vestire i panni di docenti per i soci dell’associazione Auser locale.
Il progetto, nato nell’ambito dei percorsi per la formazione scuola lavoro, ha incassato il pieno sostegno del Dirigente Scolastico dell’istituto Franco Ferrara, e del presidente dell’Auser gelese Giuseppe Cacciatore con l’obiettivo di abbattere il digital divide e promuovere una cittadinanza attiva e consapevole attraverso lo scambio intergenerazionale.
Il percorso formativo è stato articolato in 10 lezioni concentrate in 8 incontri intensi e partecipati. Gli studenti hanno dimostrato una maturità sorprendente, guidando i corsisti senior alla scoperta di un mondo apparentemente distante. Durante gli incontri sono state affrontate questioni prettamente tecniche: dal funzionamento dei modelli linguistici alla creazione di contenuti, fino all’uso quotidiano e pratico degli strumenti di IA.
Ma il vero valore aggiunto del corso è emerso quando la tecnica ha incontrato l’esperienza. Grazie alla presenza, tra i soci dell’Auser, di numerosi professionisti ed ex esponenti del mondo della scuola, il dibattito si è arricchito spontaneamente. Le lezioni si sono così trasformate in veri e propri tavoli di confronto su questioni etiche e morali: l’impatto dell’IA sul futuro del lavoro, la tutela della privacy, il rischio di fake news e il valore insostituibile del pensiero critico umano.
Al termine dell’ultimo incontro, i soci dell’Auser hanno voluto esprimere la loro profonda gratitudine ai giovani “professori”. Un ringraziamento sentito, non formale, volto a premiare l’impegno profuso, la pazienza e l’altissimo livello di competenze che i ragazzi hanno messo a disposizione della comunità.
“Vedere questi giovani spiegare con tanta chiarezza e passione concetti così complessi è stata una lezione di vita prima ancora che di tecnologia,” ha commentato uno dei corsisti.
Il bilancio dell’iniziativa va ben oltre il semplice apprendimento nozionistico. L’alleanza tra il “Morselli-Sturzo” e l’Auser ha dimostrato che la tecnologia non isola, se usata come terreno di incontro. Quando i banchi di scuola si aprono al territorio, il sapere diventa davvero un bene comune, capace di superare quasiasi barriera anagrafica
