Arriva l’autorizzazione ministeriale per il nuovo pozzo a mare Gemini, strategico per l’estrazione del greggio.
Il ministero dell’ambiente che ha riconosciuto, con provvedimento ufficiale, la compatibilità dell’investimento sul gas da estrarre in mare, lungo la costa tra Gela e Licata, che vede come capofila Enimed. Si aggiunge alla produzione, ormai a regime, dei giacimenti “Argo-Cassiopea”. “E’ un segnale favorevole e di forte interesse verso la produzione sul territorio – dice Alario dell’Ugl – “Gemini” fa seguito all’investimento per “Argo-Cassiopea”, che peraltro garantisce royalties ai Comuni.
Il settore upstream, nel sito locale, ha necessità di certezze e di strategie a lungo termine, data la riduzione drastica delle attività tradizionali a terra”. Per il sindacalista, però, è arrivato il momento di “tracciare le prossime direttive per gli investimenti sul territorio”. “Non solo la filiera del gas – aggiunge – dobbiamo avere contezza precisa di ciò che Eni intenda fare per la bioraffineria e soprattutto per le aree dismesse, che vanno rese fruibili per investimenti utili a nuova occupazione.
Il tessuto occupazionale del territorio di Gela non può permettersi di subire altre perdite di posti di lavoro. A maggior ragione, è fondamentale dare seguito all’area di crisi e finalmente portarla a compimento, impiegando i circa venti milioni di euro ancora a disposizione. La produzione di gas, estratto off-shore, è un versante importante che però non può ridursi a diventare l’unica prospettiva per quest’area. Il confronto tra istituzioni e azienda è determinante e deve riprendere a pieno regime, anche attraverso il tavolo per l’area di crisi”.
