Ospitiamo anche oggi il dott. Franco Lauria con una sua riflessione sul tempo che stiamo vivendo e sui fatti della storia di questi giorni.

“Siamo soliti accostare il Capitalismo al progresso.Per progresso intendiamo lo sviluppo tecnologico e le comodità moderne.
Intendiamo quindi situazioni esterne all’essere umano. Create dall’uomo, per l’Uomo.Ma non sono l’Uomo.
In senso stretto invece il progresso implica un miglioramento morale dell’essere umano e dell’individuo singolarmente preso.
Ma questo non si verifica ma mano che aumenta lo sviluppo tecnologico.
Quindi sviluppo e progresso non sono la stessa cosa, non sempre sono associati, spesso sono in contrasto fra di loro.
Il motivo? La Psiche umana.
L’uomo ha una tendenza innata di tipo egoista e narcisista che è necessaria alla sua sopravvivenza. Quindi noi la accettiamo in un bambino, la guardiamo con benevolenza. Ma man mano che il bambino cresce deve imparare a vivere in Società e quindi a rispettare l’altro, limitando il proprio egoismo.
Cioè il bambino deve essere educato.
Deve apprendere il rispetto dell’altro.
Succede sin dai primissimi anni di vita. O almeno succedeva quando nelle Società a scarso sviluppo tecnologico, quindi povere, ognuno per sopravvivere aveva bisogno dell’altro. Ci si doveva aiutare a vicenda. Nell’educazione infantile prevaleva il No.
Erano Società Comunitarie, quindi altruiste, se non per amore, almeno per necessità .
Chi ha raggiunto la mia età se ne ricorda personalmente.
Era una Società basata sul risparmio, sull’artigianato, sull’etica e sulla religione.
Si facevano molti figli, perché molte erano le morti infantili e l’età media era più bassa.
Si viveva in gruppi patriarcali o matriarcali o misti, ma in gruppi.
Con l’avvento della produzione in serie, finisce l’artigianato. finisce il risparmio.
Vengono sostituite dall’industria e dal consumismo.
Bisogna spendere i soldi e comprare sempre.
Il Sistema gira sul mercato. Prevale il Si.
A questo punto l’uomo coltiva il proprio interesse personale. Si illude di non avere bisogno di nessuno. Pensa a se stesso. Avulso dalla Comunità , lega la propria realizzazione e la propria felicità alla capacità di consumare individualmente, non più allo stare insieme, ad aiutarsi a vicenda, a rispettarsi l’un l’altro. No.
Anzi, è esattamente all’opposto. L’uomo diventa sempre più individualista, narcisista, egoista. Siamo ai nostri giorni.
Trump attacca il Venezuela?
È in linea con il nuovo sentimento egoista e prepotente. La Legge del più forte, l’homo homini lupus prevale. Posso farlo? Lo faccio.
Quindi Trump è un Capitalista sviluppato in senso tecnico, ma non in senso morale.
Non è progresso, ma regresso umano.
Il Capitalismo incoraggia questo comportamento in tutti. Ognuno nel suo piccolo quotidiano è indotto a comportarsi così, nei riguardi di chiunque.
Non c’è più rispetto etico o religioso nei riguardi dell’altro. Sia esso un collega di lavoro, un consanguineo, un amico, un conoscente, un concorrente.
Financo dentro le famiglie prevale sempre di più la Legge del più forte. Posso fregare l’eredità a mio fratello? Ok, gliela frego.
Se posso farlo lo faccio. Ne approfitto ed impongo il mio tornaconto all’altro il quale essendo più debole lo deve subire. Mi odierà ? Me ne frego.
Così il Capitalismo genera una Società di egoisti sospettosi, paranoidei, diffidenti, conflittuali, approfittatori, doppiogiochisti, contraddittori, ambivalenti. Non essendoci un freno, né morale né pratico, questo tipo di comportamento si diffonde a macchia d’olio. Il vertice della Società è conquistato da chi non si fa scrupoli per niente e per nessuno:
il narcisista.
Così a dirigere le aziende, le scuole, i tribunali, i partiti politici troviamo sempre più uomini egoisti e apatici. Approfittatori senza distinzione di sesso, di genere, di religione, di appartenenze partitica, ne’ di dx né di sx.
Ma questo atteggiamento egoista porta l’essere umano alla felicità e alla Salute fisica e mentale? Insomma l’uomo si sente più realizzato in senso esistenziale rispetto al passato? No.
Il paradosso attuale è che l’uomo oggi si sente più infelice e più solo.
Vive di più, ma da ammalato cronico. Ha più comodità , ma non sa che farsene.
Ed alla fine morirà solo, senza il conforto dei famigliari, degli amici, di un Dio. Senza un futuro dopo la morte fisica. L’angoscia prende il sopravvento. La depressione lo attanaglia.
Siamo tutti ammalati.
La Società Capitalista è ammalata e genera malattie e infelicità croniche.
Si stava meglio quando si stava peggio, Almeno in senso esistenziale.
Per il che fare ne parleremo più avanti”.
Dott. Franco Lauria
