Questa è la domenica di Pentecoste. Lo Spirito santo scende sugli Apostoli e li avvolge prima della loro missione nel mondo.
Il prof. Massimo Cassara’ ha preparato per i nostri lettori una riflessione al messaggio della Pentecoste, momento fondamentale del per il percorso cristiano.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 20,19-23
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati.
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La Chiesa , il mondo cristiano possiede un meraviglioso e limpido florilegio di definizioni per dire cosa sia lo Spirito Santo, cosa abbia significato la Sua effusione nel giorno della Pentecoste per la prima comunità di fede. Il testo biblico e il Magistero ci offrono aspetti sublimi della terza persona della Santissima Trinità : è potenza dell’Altissimo, è Ruach Elohim (soffio Divino), è Paraclito (tradotto dal greco con termini quali Consolatore, Difensore, Avvocato); si tratta soltanto di alcuni attributi tra gli innumerevoli citati, descritti, invocati dal popolo cristiano nel corso di duemila anni di vita vissuta. L’aggiungersi continuo di nuovi aggettivi, nuove definizioni al di fuori del testo biblico confermano e definiscono ulteriormente la Realtà “Spirito Santo” e la Sua missione divina tra gli uomini. È Gesù a darcene notizia: “Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.” Gv 14,26. Del resto come pretendere da un gruppo di uomini (12), molti dei quali privi di istruzione, una scrupolosa e costante esecuzione di compiti tanto delicati, rischiosi, una narrazione ricca di eventi ed insegnamenti, di prodigiose opere da descrivere doviziosamente? Dio decide di inaugurare il Suo dialogo con l’uomo nella mediazione scritta di autori umani, definiti agiografi (i tanti autori dei 73 libri che compongono il testo biblico) ed allo stesso tempo, nei medesimi scritti sacri, comunica che questo dialogo-presenza continuerà sino alla fine dei tempi. Dallo Spirito Santo è assunta questa funzione, Egli accompagna l’uomo cristiano (il battezzato) parimenti ad ogni uomo di buona volontà , in ogni istante della propria esistenza, assistendone essenzialmente due aspetti: la sua intima trasformazione-santificazione; la sua buona testimonianza di fede in parole ed opere. Non è una suggestione letteraria considerare la Pentecoste il compleanno della Chiesa, la sua nascita; è sin troppo evidente che una umanità cosi fragile, così devastata dal peccato non avrebbe mai potuto accendere da sola neanche un lumino di speranza nel mondo; non possiamo nasconderci dietro il proverbiale dito: la comunità dei credenti ha fatto acqua da tutte le parti, santi e mezzi diavoli hanno frequentato il luogo santo di Dio su questa terra, eppure la barca non si è sfasciata, non è colata a picco nonostante i tanti sabotatori! Dove sarebbero mai potuti arrivare dei poveracci nativi della Galilea ed i loro successori se Dio non avesse garantito in mezzo a loro la Sua presenza? Un cammino lungo e tormentato per l’uomo, ma ancor di più per Dio alle prese con un principio voluto e rispettato: la libertà dell’uomo creato. Questa è l’opera mirabile, imperscrutabile di Dio- Spirito Santo: dialogare con questa libertà , raggiungere il suo nucleo più profondo per riannodare i fili di una connaturalità al bene, al giusto, al vero; una affinità tanto manifesta da sembrare sin quasi ovvia per la ragione! Così illogica, irrazionale è la defezione dell’uomo, la sua incomprensibile ribellione al bene da pensare, come l’ipotesi piu attendibile, che vi sia in corso una aggressione spietata nei confronti dell’umanità , tanto subdola da ottunderne ed ingannarne così abilmente la mente da non potersi riavere e salvare se non mediante l’intervento tanto potente, eppure tanto silenzioso e discreto dello Spirito Santo! L’apice della sapienza umana sta in questa semplice invocazione: “Veni Creator Spiritus”, vieni a sanare il volto sfigurato della terra, poichè nulla è nell’uomo, nulla senza la Tua forza.( cfr. Gv15, 5b)
A tutti una santa Domenica di Pentecoste!
