Ospitiamo oggi il dott. Franco Lauria.
“Sentiamo la necessità di creare eventi, più sono grandi e meglio è.
L’estate è la stagione degli eventi.
E degli amori.
Grandi eventi che rompino con la routine della vita quotidiana, che destino meraviglia, stupore, che affermino la Vita in un mondo quotidiano banale, privo di senso e di vita.
L’evento è spreco, sperpero, distruzione di cose e risorse finanziarie. È annullamento della propria finitezza individuale colliquata nella Comunità locale.
Come la guerra.
Guerra ed Evento servono alla stessa cosa, ad affermare la vita, la presenza, l’esser-ci in un mondo in crisi dove le diverse chiavi di lettura, (Scienza, Religione, Magia), non sono più universalmente accettate e condivise.
Convivono infatti e si intersecano, senza amalgamarsi e senza integrarsi.
Così la banalità della vita quotidiana suscita l’angoscia della Morte, del nulla, la crisi della presenza e del Sé che si manifesta nel tedio e nel vuoto, dove trovano posto le manifestazioni cliniche psichiatriche, oltre che fisiche, più disparate e i
comportamenti più strani e disfunzionali.
Il relativismo e il nichilismo postmoderno, susseguono alla “Morte di Dio” annunciata da Nietzsche nella Gaia Scienza a fine 800.
Per affermare la vita, la propria vita, il proprio eccer-ci nel mondo di Hiddegeriana memoria, bisogna sperperare pubblicamente.
Solo così si combatte l’angoscia del nulla che ci sta alle calcagna.
Se io spreco, se io sperpero sono un Grande, un Potente, uno Forte.
Una persona che sperpera o una Comunità che sperpera afferma la vita e il godimento collettivo, si amalgama e si fortifica contro il nulla e la Morte.
Eventi al posto della Guerra.
La guerra si previene e si rende inutile con gli eventi.
Entrambi hanno lo stesso scopo, prevenire l’angoscia del nulla e della morte, ma seguono strade diverse.
Nella guerra la morte fisica dell’altro afferma la mia vita.
Nell’evento lo spreco mi da il senso maniacale della mia onnipotenza.
L’evento è curativo in un mondo malato”.
