Anche in questa domenica mesta vi offriamo una riflessione sul Vangelo del giorno con il pensiero del prof. Massimo Cassara’
“In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».” (Gv 10,1-10)
Gesù è la porta, non vi è altro accesso per entrare e godere della Salvezza e della vita eterna, dei frutti trasfiguranti della Sua morte e Resurrezione. L’evento Pasquale diventa la nostra festa, il nostro eterno gioioso destino nella misura in cui accettiamo la Sua guida di Pastore. Perchè ciò si possa realizzare è però necessario che, con un atto di umiltà, ci si colga necessitanti di vita nuova, di conversione, di Grazia santificante. Nel presente brano Gesù pone l’accento sulla grave responsabilità di coloro i quali illeggittimamente si pongono a capo di comunità di uomini sinceramente dediti al bene. Quanti oggi usano del ruolo di Governo per acquisire privilegi, prestigio e quanti di questi, con sconcertante disinvoltura, lasciano la poltrona in cambio di qualcosa di più conveniente, più remunerativo, meno gravoso, meno pericoloso? Al gregge il discernimento non dovrebbe riuscire difficile: il Pastore da seguire è Colui il quale dà la vita per le Sue pecore! Non ci si lasci ammaliare da discorsi lusinghieri, da allettanti promesse, piuttosto si osservi, si esamini scrupolosamente la condotta di chi vuole offrire servigi; per garantirsi la vita eterna non è poi così difficile mettersi al riparo da immondi predatori travestiti da agnellini. Saranno associati alla Sua beatitudine eterna tutti coloro i quali “hanno creduto in lui e sono rimasti fedeli alla Sua volontà”. CCC 1026
