Eni celebra il sessantesimo anniversario dell’inaugurazione dell’ex petrolchimico di Gela, dove ricopre un ruolo centrale nello sviluppo del territorio. Lo ha fatto con un incontro al Teatro Eschilo a cui ha partecipato un numero contenuto rispetto alla popolazione, forse perchè poco pubblicizzato.
Purtroppo però da 11 anni la riconversione ha impoverito il territorio, costringendo intere famiglie e cercare lavoro lontano da casa.
La trasformazione del sito in bioraffineria Enilive segna una tappa significativa nel percorso di decarbonizzazione dell’azienda. Per l’importante ricorrenza, il 3 ottobre si tiene l’evento “60 e oltre. Sessant’anni di attività e di trasformazione a Gela. 1965-2025“, al quale partecipano le autorità locali e i vertici della Bioraffineria e di Enilive. L’evento prosegue con una tavola rotonda sul ruolo del sito industriale di Gela nella transizione energetica dell’Italia, a 60 anni dalla sua inaugurazione, a cui prendono parte Marco Petracchini (Presidente Enilive), Giulio Sapelli (Economista e membro del CDA FEEM) e Lucia Nardi (Responsabile Cultura d’Impresa Eni). Durante l’evento saranno inoltre proiettati alcuni video che ripercorrono la storia e le trasformazioni del sito industriale, introdotti dai relatori Innocenzo Titone (Presidente Nazionale Associazione Pionieri e Veterani Eni – APVE) e Francesco Preziosa (Consigliere Nazionale APVE).

Da oltre 60 anni Eni è parte integrante del territorio gelese. Negli ultimi trent’anni, la raffineria di Gela ha compiuto un percorso di radicale trasformazione, da polo petrolchimico a bioraffineria che tratta esclusivamente prodotti di origine biogenica e rinnovabile. Nel 2014 Eni ha infatti avviato il piano di riconversione e nel 2019 ha inaugurato i nuovi impianti per la bioraffinazione, accelerato le bonifiche e demolizioni degli impianti inattivi, e quest’anno iniziato anche la produzione di SAF, carburante sostenibile per l’aviazione. Nel 2024 è partita anche la produzione di gas dai giacimenti Argo e Cassiopea, il più importante progetto nazionale per la valorizzazione del gas naturale. Parallelamente, sono stati installati impianti fotovoltaici e sviluppate tecnologie per abbattere ulteriormente le emissioni. Sul fronte occupazionale, Eni ha impiegato oltre 1.000 persone a Gela, in gran parte residenti in Sicilia, investendo su formazione, sicurezza e benessere dei lavoratori, con oltre 4.000 servizi sanitari erogati. L’azienda ha rafforzato anche il proprio impegno sociale, collaborando con istituzioni e associazioni locali e mantiene un dialogo trasparente con la comunità. A seguire proponiamo una selezione di materiale storico proveniente dall’Archivio di Eni, utile a comprendere meglio la città e la sua trasformazione.
Gela è molto più di un polo industriale: è la storia di una comunità che, insieme a Eni, ha attraversato sessant’anni di trasformazioni. Dalle perforazioni degli anni Sessanta alla nascita del petrolchimico, fino alla recente riconversione in bioraffineria, il sito ha saputo trasformare sfide complesse in nuove opportunità. Questo dossier è un omaggio a chi ha contribuito a scrivere questa storia con impegno e visione, e un invito a scoprire come Gela oggi guardi al futuro facendo leva su tre pilastri essenziali: sostenibilità, innovazione ed economia circolare. Oggi non ci sono più gli 11 mila lavoratori, sparsi ormai per tutto il mondo….
fonte Ansa
