Gela, don Luigi Petralia eletto Vicario Foraneo

L’attuale parroco di San Giacomo prende il posto di Don Pasqualino Di Dio come Vicario del Vescovo Gisana in città.
17/10/2025
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È  don Luigi Petralia il nuovo vicario del Vescovo Gisana a Gela. L’assemblea del Clero di Gela lo ha indicato al Vescovo nel corso dell’assemblea che si è svolta stamattina nella sede del Vescovado a Piazza Armerina, che lo ha nominato.

L’etimologia di “vicario foraneo” deriva dal latino ‘vicarius’ che vuol dire sostituto e ”foraneus’ ovvero esterno che viene da fuori indicando un sostituto del Vescovo.
Il vicario foraneo è un sacerdote nominato dal vescovo per coordinare e vigilare su un gruppo di parrocchie vicine (la vicaria foranea). È un collaboratore del vescovo, con il compito di promuovere l’attività pastorale comune, sorvegliare il decoro delle chiese, l’adempimento dei doveri dei sacerdoti e la corretta gestione amministrativa. È anche chiamato decano.

Promuove e coordina l’attività pastorale comune tra le parrocchie della sua forania. Si assicura che i sacerdoti del distretto conducano una vita consona al loro stato e adempiano ai lloro doveri.  Vigila affinché le celebrazioni religiose si svolgano secondo le norme liturgiche e che le chiese e le suppellettili sacre siano tenute in modo decoroso. Controlla anche la corretta tenuta dei libri sacri.

Si occupa di una oculata amministrazione dei beni della parrocchia e del decoro della casa parrocchiale. È il tramite tra il vescovo e i parroci, trasmettendo disposizioni, convocando il clero e riportando informazioni e risultati al vescovo.

È un collaboratore diretto del vescovo, al di fuori della sede episcopale. Viene nominato dal vescovo diocesano, solitamente dopo aver ascoltato il parere dei sacerdoti che lavorano nel vicariato.

La nomina è valida per un periodo determinato, ma può essere revocata dal vescovo.

Don Luigi,  quasi 58 anni, opera a Gela da decenni, all’inizio della sua missione nella chiesa di San Giacomo come vice parroco,  poi parroco nella chiesa di frontiera San Lucia del quartiere popolare indicato ‘Bronx’ e da qualche anno nuovamente a San Giacomo, altro quartiere difficile della città, dove insiste una comunità straniera significativa.

“Sono contento del fatto che i confratelli mi hanno scelto – dice- per me non è una carica ma un servizio e con spirito di servizio l’accetto. Per dare un aiuto ai poveri, alle associazioni,  a chi ha bisogno”.

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