C’è anche un architetto gelese tra i professionisti selezionati e ospitati su “15 riflessi di architettura contemporanea”, il supplemento dedicato all’architettura nell’ultimo numero di I Love Sicilia, in edicola da ieri. Si tratta di Saverio Palumbo che con il suo Studio Archipal si è aggiudicato uno spazio nel prestigioso mensile diretto da Donata Agnello e fondato da Francesco Foresta vent’anni fa.
Palumbo ha presentato il suo progetto (in foto) realizzato a Gela nel 2024. Si tratta di un intervento di rifunzionalizzazione di una villa mediterranea degli anni ’80 si configura come un manifesto di architettura bioclimatica contemporanea, capace di fondere radici e visione in un unicum spaziale coerente e poetico. Un progetto che racconta una nuova forma dell’abitare mediterraneo: sobria, sostenibile, identitaria. Un’architettura del clima e dell’anima.
Il lavoro di Palumbo si articola intorno ai tre elementi fondanti del costruire mediterraneo: la luce, filtrata e modulata da setti, pergolati e archi; l’ombra, disegnata con precisione come luogo di sosta e contemplazione; e la materia, trattata con sobrietà e densità espressiva. Le superfici continue, declinate in tonalità ispirate alla sabbia tipica del litorale gelese, instaurano un dialogo cromatico con il paesaggio, amplificando l’integrazione visiva tra architettura e contesto.
L’acqua assume un ruolo centrale, non solo come elemento paesaggistico ma anche come dispositivo climatico e simbolico: vasche e piscine si inseriscono tra i volumi generando giochi di riflessione, freschezza ambientale e un senso di profondità. L’acqua diviene così materia viva, in grado di attivare percezioni sensoriali e termiche in costante variazione.
Particolare attenzione è stata dedicata alla pulizia formale, all’essenzialità dei percorsi pedonali e alla continuità tra spazi interni ed esterni, resa possibile da aperture schermate, portici e logge che mediano la relazione con il giardino circostante. L’abitazione si trasforma così in un organismo permeabile, in costante osmosi con luce, vento e silenzio.
Lo Studio Archipal, lo ricordiamo collabora con maestranze locali di grande eccellenza e seleziona materiali italiani di design d’autore.
“La sartorialità spaziale è il principio fondante”, dice Palumbo. “Non esistono soluzioni predefinite, ma risposte sartoriali, cucite sul paesaggio e sulla vita. La luce, naturale e artificiale, è una materia viva, usata per scolpire il silenzio, creare ritmo, evocare sensazioni. Così – conclude – le ombre non oscurano, ma rivelano, le trasparenze non espongono, ma suggeriscono”.
Il processo creativo di Palumbo è supportato dai più avanzati software di modellazione 3D, rendering emozionale e realtà aumentata, per una narrazione immersiva che consente al cliente di vivere l’architettura prima ancora della sua realizzazione.
