La Società scientifica e la democrazia

24/09/2025
Tempo di lettura: 2 minuti

Ospitiamo oggi il dott. Franco Lauria con una acuta riflessione sulla società scientifica e la democrazia.

“La nostra Società, scientifica, digitale, precisa, puntuale, organizzata, deve funzionare in ogni passaggio, in ogni punto, in ogni svincolo. Basta un errore in un punto, basta un ostacolo in uno passaggio, basta un rallentamento in una fase e la Società non funziona più.

Si ferma. Il Sistema collassa. È come nel PC.

Tutti i passaggi devo essere perfettamente funzionanti.

Non ci può essere né superficialità, né pressappochismo, né dubbi, né incertezze. Solo precisione, prevedibilità, controllo totale.

Ogni cittadino deve mettere in atto un comportamento prevedibile, sicuro, corretto che altri hanno deciso per lui. Lui, il cittadino, il lavoratore, non ha margini di scostamento. Così è per l’insegnante, così è per il medico. A scuola o nella Sanità tutto è deciso altrove, in alto, gli operatori sono in basso, l’ultimo anello di una catena. Non devono pensare, devono agire, devono eseguire. Il pensiero autonomo non è previsto, il pensiero critico non ci può essere. Il pensiero deve essere omologato e seriale anche quando l’individuo crede di pensare con la sua testa.

Questa premessa è necessaria per introdurre il discorso dei cortei e delle manifestazioni nelle strade e nelle piazze cittadine.

I cortei e le manifestazioni cittadine bloccano il traffico, impediscono alla gente di andare dove vuole andare, per esempio a lavorare, a sostenere un esame, un colloquio, a incontrare una persona, insomma fanno danno al funzionamento sociale del Sistema.

Ce lo possiamo permettere? No. In questa nostra Società non è più possibile.

Era possibile nella Società pre-scientifica, nel medio-Evo, quando la tecnologia non era così sviluppata. Ed allora qualcuno dirà: ‘che fine ha fatto la libertà, la democrazia?’

Risposta: Non esiste, almeno non esiste più in questi termini. Uccisa dalla tecnologia. Non è colpa della politica.

La politica non c’entra nulla. Non è questione di destta e sinistra.

È lo sviluppo tecnologico che uccide il vecchio concetto umanistico ed illuminista di democrazia e libertà.

La Società moderna e tecnocratica non è democratica, non è libera, non è fra uguali, perché non lo può essere. La Scienza, ed il suo svolgimento nella tecnologia, non lo consentono.

La Scienza non è democratica”.

Lascia un commento