Le parole mentre la sanità muore…

13/09/2025
Tempo di lettura: < 1 minuto

Gela – “Il Comune di Gela dice no allo scempio della nuova rete ospedaliera regionale”. Però lo spettro avanza e nessuno lo sa fermare. E non bastano le parole davanti ai fatti che si impongono.

Eppure da 30 anni si assiste ad un’agonia della sanità che non conosce difensori, se non a parole. Negli anni ’90 Gela ha assistito al breve miracolo dell’aziendalizzazione, e poi… il deserto. Da 500 posti letto del 1992 ai 225 attuali. Più della metà andato in fumo.

E si continua a tagliare. E nessuno riesce a battere i pugni per fermare l’emorragia. Si celebrano consigli a Palermo per restare inascoltati ( magari non è questo il metodo giusto?…) Solo l’ospedale di Caltanissetta si espande. E giù viaggi della speranza. E i gelesi votano i nisseni.

E pubblichiamo comunicati per imbonire chi? La politica regionale no di certo. I cittadini neanche perchè vivono nell’indifferenza, non si ribellano di fronte al problema dll’acqua distribuita col contagocce e pagata a peso d’oro; non si ribellano allo spettro della morte per una sanità che vacilla.

Neanche a questo….Nessuno soggetto del mondo della politica locale è riuscito ad imporsi in trent’anni.
E non si trova il bandolo della matassa, o forse si, ma non si dice.

Eppure in un’Italia dove si usano i sondi dei contribuenti per le armi o per le transizioni degli adolescenti, come si può pensare alla sanità. Non c’è speranza. E non c’è neppure un metodo efficace per evitare il taglio di una manciata di posti letto.

Però si parla. Si parla ai cittadini inermi, quando queste voci non arrivano nelle stanze dei bottoni, dove le esigenze del popolo sono misconosciute. Non ci si pensa più quando si siede nella poltrona….

Lascia un commento

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com