Oggi è Pasqua. Il giorno ideale per leggere la riflessione sul Vangelo che ci viene offerta dal Prof. Massimo Cassara’.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Mà gdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là , ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là , e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti
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Perchè un numero elevato di uomini rifiuta il fatto della Resurrezione di Gesù Cristo?
Perchè oltre ad alcune obiezioni di carattere filosofico e scientifico, per molti ammettere questo accaduto storico significa porre la propria coscienza di fronte ad una realtà divina inopinabile, un Assoluto a cui risulterebbe irrazionale, immorale sottrarsi. Verrebbe a mancare all’uomo qualsiasi appiglio, giustificazione per esercitare legittimamente la propria autoreferenzialità , spesso incline a relativizzare ogni realtà ! Se ci pensiamo bene l’uomo- in modo più o meno consapevole, a volte quasi ingenuo – con il suo pensare ed agire attua il noto “Divide et impera” così caro ai fautori del sopruso, del dominio per il dominio! È ciò che oggi, forse più che mai, l’umanità sta soffrendo eticamente: lo scivolamento inesorabile verso una sorta di immobilismo decisionale, l’incapacità di addivenire ad un giudizio veritiero condiviso, conseguenza di una visione frammentata del reale, resa labile, relativa, modificabile a capriccio o per palese convenienza di parte, per pruriti, voglie, passioni smodate!
Se Cristo è Risorto va da sè che la sua autorevolezza morale, valoriale, la realtà di bene di cui è sostanziato, oggi non può che vivere operante in ogni realtà creata; nella solenne celebrazione del “Cristo Re dell’Universo” questo dato è sottolineato con forza. Si comprende bene che ciò rappresenterebbe un ostacolo insormontabile per chi invece vuole far valere in modo pervasivo il riverbero del proprio io dispotico nel mondo, riverbero corredato di tutte quelle storture umane depravanti, aggressive, usurpatrici, schiavizzanti, oggi piu che mai manifeste nel mondo. Ma cosa significa l’espressione evangelica “Gesù è Risorto da morte”? Una riflessione molto utile per comprendere la sua complessità insieme alla tendenza a rifiutare l’evento giunge dal teologo Bultmann: “Un tale miracolo, evento della natura, come la rianimazione di un corpo” non ci aiuterebbe per nulla e, dal punto di vista esistenziale, sarebbe irrilevante. Non sarebbe nulla di più del risultato dell’abilità di bravi medici in una prospettiva futuribile. Pertanto è necessario affrontare l’annuncio Pasquale Apostolico rimanendo fedeli all’intento della narrazione, alla sua autentica motivazione. Questa ci dice di un evento che oltrepassa di gran lunga l’orizzonte dell’esperienza umana.
La Resurrezione annunciata dagli Evangelisti è qualcosa di totalmente nuovo, “una nuova vita che ha inaugurato una nuova dimensione dell’essere uomini. Nella Resurrezione di Gesù è stata raggiunta una nuova possibilità di essere uomini”. È comprensibile che di fronte a ciò di cui non si è mai nè sentito parlare, nè tantomeno visto, e che sempre si è ritenuto impossibile che potesse accadere, la reazione di sconcerto, diffidenza e rifiuto possa prevalere sul resto. Ancora di più il sospetto si fa strada e si consolida nella mente e nel cuore di chi è ancorato alle proprie poche certezze, un sospetto che diventa presto accusa rivolta ai divulgatori; per i primi la Resurrezione di Gesù sarebbe una messa in scena, opera di un manipolo di pescatori proveniente dalla Galilea. Se accettassimo di seguire quella lettura rigorosamente razionalista che pretende di comprendere tutto il reale, dovremmo chiedere allo scrupoloso investigatore di turno di ammettere alcuni significativi indizi: ad esempio che un effetto è sempre generato da una causa, da una indiscutibile “Presenza” che precede l’accaduto. Stando a ciò correrebbe l’obbligo di meditare su ciò che ha generato secoli di tradizione e granitica Fede nel Risorto. L’annuncio di Pietro e Paolo a Roma divenne nell’arco di quattro secoli il fondamento di una civiltà nuova, la civiltà della fraterna solidarietà , del perdono, dell’emancipazione, della ricostruzione delle comunità , disperse dopo la caduta dell’impero romano, attorno alle centinaia di migliaia di Chiese, Basiliche erette e fruite quale faro valoriale per le dinamiche relazionali dei cittadini insiedatisi attorno ad esse; questa è la nuova realtà successiva all’Impero Romano e alle devastanti invasioni delle orde barbariche! Lo straordinario evento della Resurrezione di Gesù diventa ispirazione per l’edificazione di mirabili luoghi di bellezza, di armonia, luoghi di elevazione umana e spirituale; la vita che risorge e la luce di bene e promozione umana che l’evento promana diventa fondamento per la redazione di documenti fondati su principi universali di Giustizia, fraternità , mutuo soccorso; molte Costituzioni moderne di Stati democratici vi attingono a piene mani, così come accadrà per la stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Ricordiamo che i primi ospedali, le prime scuole, le prime università – non a caso – portano il nome di santi (ovvero uomini credenti nella Resurrezione di Gesù!)
Cionostante, il sospetto e la diffidenza hanno continuato a diffondere il proprio credo raziocinante, l’avverso dogma del “non è possibile” a priori.
Simultaneamente a questa corrente di pensiero, l’ampio versante cristiano ha ritenuto necessario, nonchè intellettualmente onesto, “chiedere” ulteriori chiarimenti al Testo Evangelico, ossia altre prove dell’autenticità di quanto riportato. La nuova scienza esegetica con il suo metodo storico-critico inaugurato nel XVII secolo, analizzando i fatti, pone in risalto tutte le dinamiche che verosimilmente e ordinariamente si attivano tra persone quando si trovano nella circostanza di dover rendere conto di un evento straordinario, di un evento stupefacente che supera di gran lunga l’esperienza umana. Gli evangelisti non raccontano il fatto in sè della Resurrezione, ciò che invece, con molto probabilità , un gruppo di imbroglioni, avrebbe provato ad imbastire, ossia una qualche fantasiosa, fumosa e roboante scena accaduta dentro il Sepolcro, montatura farlocca escogitata nel tentativo di spiegare la Resurrezione.
Gli Apostoli incontreranno Gesù dopo la Sua Resurrezione: lo incontreranno i discepoli di Emmaus; lo incontreranno gli Apostoli al lago di Tiberiade; lo incontreranno nel cenacolo mentre Gesù entra a porte chiuse. Nei tre casi elencati Gesù mangia con loro, cioè mostra loro di non essere un fantasma, uno spettro, frutto di una allucinazione collettiva e, tuttavia, compie gesti che non sono prerogativa del corpo di un uomo: si sottrae di colpo alla loro vista; supera, attaversandolo con il proprio corpo, un muro, una porta.
Vi è in ciò una dialettica del mostrarsi, dell’essere Risorto che, pur creando difficoltà alla stringente logica umana, tuttavia accade, e ciò che più è sorprendente per gli scettici è che nessuno degli Evangelisti (alcuni fra di loro colti), provi a dare spiegazioni, nè tantomeno a cercare una qualche teoria mirante a conciliare l’inconciliabile, secondo ciò che appare manifesto al giudizio della ragione umana. Tuttavia è evidente agli occhi dei testimoni che “Egli è pienamente corporeo e tuttavia non è legato alle leggi della corporeità , alle leggi dello spazio e del tempo. In questa sorprendente dialettica tra identità ed alterità , tra vera coporeità e libertà dai legami del corpo si manifesta l’essenza peculiare, misteriosa della nuova esistenza del Risorto. Valgono infatti ambedue le cose: Egli è lo stesso – un uomo in carne ed ossa – ed Egli è anche il Nuovo, Colui che è entrato in un genere diverso di esistenza” (V. Ratzinger)
Perchè il vasto mondo cattolico oggi esulta grandemente?
Perchè oltre allo stupore, alla bellezza che l’accaduto suscità in sè, è insita per chiunque lo desideri la possibilità di una esistenza rigenerata; ritornare all’obbedienza filiale significa rientrare nel raggio d’azione del Padre, consentirgli l’esercizio pieno della Sua prerogativa divina: donare ai propri figli la vita senza fine!”
Prof. Massimo Cassara’
