Vince la cultura al premio Martoglio di Belpasso

Belpasso consacra l’associazionismo, con la circolazione delle idee, il dialogo interculturale, l’analisi della storia e della cronaca, antidoto alla violenza, dell’intolleranza.
14/10/2025
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Belpasso – L’associazionismo femminile come rottura del lungo silenzio delle donne; la tradizione dei pupi resa viva e attuale dalla passione dei pupari. L’effervescenza della comunicazione ‘esportata’ in terra angolofona. Il mistero della mente umana in grado di trasferire in una bambola un sentimento di amore perduto. Sono i temi 2025 del Premio Martoglio di Belpasso, fondato dalla docente Sara Zappulla e dal Circolo Atena che ne mantiene integro il messaggio culturale.

Trentott’anni di cultura contro la deriva dei valori. Un appuntamento ineludibile per il Comune di Belpasso che consacra la presenza viva dell’associazionismo attivo, con la circolazione delle idee, il dialogo interculturale, l’analisi critica della storia e della cronaca, antidoto al dilagare della violenza, dell’intolleranza di chi vira la ragione e del sentimento di umanità. E non c’è strumento più efficace e duraturo del libro e della lettura contro la barbarie e la damnatio memorie. Il Premio Letterario Internazionale “Nino Martoglio” di Belpasso rappresenta oggi un baluardo di libertà ed autorevolezza nel panorama nazionale -fondato com’è sulla celebrazione del libro e sulla distribuzione delle opere dei premiati, per sollecitare il dialogo con le idee, le suggestioni, le provocazioni degli autori.

Porta il nome di Nino Martoglio, orgoglio di Belpasso, intellettuale fecondo della stagione aurea dei primi del Novecento, il Premio è organizzato dal Circolo Athena, patrocinato dal Comune di Belpasso, e sostenuto dalla consulenza scientifica dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano. “In questa edizione del Martoglio”, ha detto Sarah Zappulla Muscarà, docente dell’Università di Catania, fondatrice del Premio e presidente della Giuria – sentiamo più pressante il richiamo ai valori della pace e del rispetto della persona umana, in un momento di gravi tensioni internazionali e di episodi di cronaca di cieca violenza”.

Ai temi della pace, del dialogo tra culture diverse e della parità di genere, era dedicata l’edizione XXXVIII del Martoglio, la cui cerimonia di consegna si è svolta al Teatro Comunale di Belpasso. “Orgogliosi di una manifestazione che da quasi 40 anni porta in Sicilia e a Belpasso i protagonisti del dibattito culturale e della produzione artistica internazionale”, ha sottolineato il Sindaco Carlo Caputo, componente della Giuria del premio, insieme con Antonello Piraneo (Direttore de “La Sicilia”), Vicente Gonzáles Martín (Università di Salamanca), e Rita Nicoloso (Presidente Circolo Athena). Sul palco è avvenuto il passaggio di testimone tra la giornalista Flaminia Belfiore – da oltre un trentennio presentatrice della premiazione – e Ornella Sgroi, giornalista del “Corriere della Sera”, scrittrice e critica cinematografica.

In apertura della serata l’omaggio a Pippo Baudo e ad Andrea Camilleri: “Due grandi in campi diversi”, ha detto Sarah Zappulla Muscarà, “Entrambi premiati con il Martoglio. In ordine temporale, Pippo Baudo, che per qualche anno fece parte della Giuria, e Andrea Camilleri passato da Belpasso nel 1999”. Chiamati in ordine rigorosamente alfabetico, i premiati della XXXVIII arricchiscono il prestigioso Albo d’Oro del Premio, in cui figurano, tra gli altri, Bufalino, Consolo, Carofiglio, Alajmo, Troiano, Terranova.

A Francesco Lucio Bongarrà – giornalista parlamentare dell’ANSA e Direttore dell’Istituto di cultura italiana di Londra – è andato il Martoglio sezione Giornalismo“per aver inaugurato”, si legge nella motivazione,“un approccio innovativo alla promozione della cultura italiana nel Regno Unito, che punta sull’accessibilità dell’arte e degli eventi culturali e mette a frutto le strategie di comunicazione e le tecnologie più all’avanguardia per far conoscere il patrimonio artistico e materiale dell’Italia, nella consapevolezza che le sfide della modernità non possono prescindere da una profonda consapevolezza del passato, delle radici culturali e dei valori che – oltre i confini geografici e politici – consentono di dialogare con il mondo intero, restando umani”. Sollecitato dalle domande della giornalista, Bongarrà ha affrontato il tema della verifica dell’informazione, delle fake news e della manipolazione nell’era complessa dell’IA.

Per la sezione Saggistica, il Martoglio è andato ad Andrea Giuseppe Cerra, storico del pensiero politico e prolifico giornalista culturale (collabora con “La Repubblica” edizioni di Palermo e di Milano). Nel suo recente saggio per Rubbettino “Siete contente di essere donna? Esperienze di filantropia e istituzioni femminili nel Meridione d’Italia (XIX-XX sec.)” prefato da Stefania Mazzone “Cerra indaga l’effervescente realtà dell’associazionismo femminile tra Ottocento e Novecento nel Meridione d’Italia, come momento fondamentale dell’emancipazione culturale e della consapevolezza della donna di poter rivendicare una inedita cittadinanza nella società”.

Nel corso dell’intervista al premiato, è emerso il tema del silenzio delle fonti e della lunga omissione del ruolo delle donne nel processo di crescita civile dell’Italia. Pagine scelte dalle opere dei premiati sono state lette dall’attrice Agata Longo. A Giuseppina Manin – storica firma del “Corriere della Sera”, scrittrice raffinata, esperta di musica classica, cinema e teatro (si ricordano le pubblicazioni con il Nobel Dario Fo e il bellissimo volume su Claudio Abbado) è andato il Martoglio sezione Letteratura per il romanzo La bambolaia (La Nave di Teseo), in cui “l’autrice affronta questioni metaletterarie legate alla creazione artistica, al perturbante, al confine tra desiderio e realtà, ai paradossi della finzione,offrendo un documento delle inquietudini del processo di emancipazione femminile e del ricchissimo fermento artistico di una società, quella di Monaco – ma in qualche misura dell’Europa tutta – in cui si fondono luci e ombre, visioni e utopie, prima della deriva ideologica del nazismo e dell’antisemitismo”.

Il Premio Athena è andato alla Marionettistica dei Fratelli Napoli: “Il raffinato artigianato per la costruzione minuziosa e dettagliata dei pupi nella storica bottega di via Reitano, l’abilità dei manovranti nelle messe in scena, uniti alla ricerca scientifica e filologica degli studiosi della famiglia, fanno della Marionettistica Fratelli Napoli l’interprete più feconda e più autentica di un’arte antica che della Sicilia è icona e simbolo, voce universale e metafora del vivere con coraggio e con spavaldo senso della giustizia, per combattere le ingiurie del destino, le disuguaglianze sociali, i soprusi e le ingannevoli malefatte dei potenti”. A chiudere la serata i Napoli hanno regalato al pubblico un momento di spettacolo dedicato alla tragedia di Gaza su testo di Nino Bellia.

 

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