Tra i fiori de “La Camelia” Keita ha trovato il profumo della nuova vita che aveva sognato: quella di uomo libero, di marito innamorato e soprattutto di padre felice.
È a Gela infatti, nell’azienda leader nel settore fioristico che Keita, 26 anni, ha visto cambiare il corso della sua vita ed è qui che da qualche giorno è diventato papà per la prima volta del piccolo Osuamane, nato dall’amore con Fanta, 25 anni. Oggi vive un presente sereno, fatto di lavoro, famiglia e riconoscenza. Una storia che ha il sapore della speranza e del riscatto, nata da un viaggio pieno di coraggio e approdata in una terra che lo ha accolto come un figlio.
Sette anni fa Keita ha lasciato la Guinea e attraversato il mare su un barcone, portando con sé solo un sogno: costruire una vita migliore. Dopo mille difficoltà e giorni di incertezza, è arrivato in Sicilia e a Gela e nella famiglia Migliore ha trovato una città capace di offrirgli non solo un lavoro, ma una nuova identità.
Oggi Keita è infatti il responsabile del settore allestimenti nell’azienda di Salvatore Migliore e dei suoi figli: sono loro che gli hanno insegnato il mestiere, contribuendo così a scrivere il suo futuro. “All’inizio non conoscevo nessuno e non parlavo bene la lingua – racconta – ma qui ho incontrato persone che hanno creduto in me e mi hanno insegnato tutto. Mi hanno dato fiducia, e quella fiducia mi ha cambiato la vita.”
Durante la pandemia, Keita è riuscito a sposare Fanta in Guinea. Per anni la distanza è stata un dolore silenzioso a causa di una burocrazia farraginosa che ha rallentato il ricongiungimento; ma non ha mai smesso di credere che un giorno sarebbero stati di nuovo insieme. E così è stato grazie all’aiuto concreto e umano della famiglia migliore che lo ha sostenuto nelle pratiche burocratiche.
Oggi per la famiglia Migliore, Keita, ragazzo con lo sguardo di chi ha attraversato il mare che guarda a questa città con gratitudine, è uno di loro. E con lui, la sua di famiglia. Che è la storia semplice ma luminosa di chi ha trasformato la fatica in speranza e l’accoglienza in amore.
