“I nuovi linguaggi dei virtualescenti”

25/10/2025
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Da oggi prende il via una nuova rubrica curata dal prof . Vincenzo Cascino, docente di Pedagogia Speciale e Pedagogia della devianza all’università degli Studi di Genova. Il titolo della rubrica è

“I nuovi linguaggi dei virtualescenti”

Il termine “virtualescenti” è stato coniato da Vincenzo Cascino per descrivere una nuova generazione di adolescenti che vive, comunica e si forma all’interno di ambienti digitali e immersivi.

La parola nasce dalla fusione semantica di virtuale e adolescenti — virtual + lescenti – e indica in modo sintetico ma potente i soggetti in età evolutiva che costruiscono la propria identità, socialità e conoscenza nel mondo virtuale.

I virtualescenti non abitano più due mondi separati – reale e digitale – ma si muovono in un continuum fluido tra realtà fisica e realtà virtuale.

Le piattaforme online, i social network, i videogiochi interattivi e gli ambienti immersivi (come il metaverso o la realtà aumentata) rappresentano spazi di linguaggio e relazione in cui costruiscono senso, appartenenza e visione del mondo.

Questi ambienti generano nuovi linguaggi – non solo verbali, ma multimodali – che combinano:

 

codici visivi (emoji, meme, avatar, filtri, skin, ambienti 3D);

 

codici sonori (musica, effetti, remix, voice chat);

 

codici gestuali e simbolici, che si esprimono nelle dinamiche del gaming e della socialità online;

 

micro-linguaggi identitari, come abbreviazioni, slang digitali, o espressioni tipiche delle community virtuali.

 

 

Questi linguaggi non sono soltanto nuovi strumenti di comunicazione: sono forme di pensiero e rappresentazione del sé. Nei virtualescenti, infatti, il linguaggio non serve solo a dire, ma anche a costruire l’identità, a mettere in scena l’esperienza, e a negoziare il proprio posto nel gruppo.

Cascino, nei suoi studi, collega il concetto di virtualescenti al passaggio da un pensiero frammentario – tipico della comunicazione istantanea, breve e dispersa – a un pensiero megalogico, più ampio, integrato e complesso.

L’educazione ai nuovi linguaggi, in questa prospettiva, diventa una sfida pedagogica centrale: si tratta di insegnare ai giovani non solo a usare la tecnologia, ma a pensarla, a comprendere i suoi codici, a sviluppare una consapevolezza critica e creativa.

I virtualescenti rappresentano dunque la prima generazione che non “entra” nella realtà virtuale, ma nasce dentro di essa.

Comprendere i loro linguaggi — fluidi, visivi, interattivi e simbolici — significa capire come cambia il modo di pensare, apprendere e relazionarsi nel XXI secolo.

Il termine coniato da Vincenzo Cascino non descrive soltanto una condizione tecnologica, ma una nuova antropologia educativa: quella di adolescenti che vivono “in presenza nella distanza”, costantemente connessi, in un equilibrio sottile tra il reale e il virtuale.

Obiettivo di questa rubrica è analizzare e descrivere i linguaggi dei virtualescenti.

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