Una buona idea si complimenta con la maestra

che ha usato le sue ferie per curare il suo alunno sofferente
07/06/2026
07/06/2026
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Samanta Anna Lacagnina, insegnante di sostegno siciliana, ha usato le ferie e si è trasferita a Rimini per stare accanto al suo alunno ricoverato dopo un intervento chirurgico, affrontando di tasca propria le spese di viaggio e soggiorno per non lasciarlo solo durante la degenza. Il bambino era arrivato dalla Sicilia accompagnato solo dalla madre; quando Samanta ha proposto l’idea la mamma all’inizio pensava fosse uno scherzo. «È un gesto fatto con amore bambino solare, con una grande forza di volontà, e una madre coraggiosa». «Per me è stato tutto naturale e lo rifarei mille volte. I miei allievi sono davvero come figli», ha aggiunto la maestra.

Durante il periodo di ricovero presso la clinica Sol et Salus di Rimini, l’insegnante ha collaborato con Inclusive Care, il progetto sperimentale avviato dalla clinica insieme al Comune di Rimini, all’Università di Bologna, alla cooperativa Il Millepiedi e al Cidi, che fornisce ai piccoli degenti spazi di gioco e occasioni di socialità. Il gesto di Samanta ha attirato anche l’attenzione delle istituzioni: la vicesindaca e assessora alla scuola Chiara Bellini ha inviato una lettera di encomio alla dirigente scolastica dell’insegnante, definendo la sua scelta «un esempio concreto di passione professionale e autentico affiancamento umano, che supera ciò che è richiesto dal ruolo e restituisce alla scuola la sua dimensione più alta».

 

 

Il Direttivo di Una Buona Idea esprime il suo apprezzamento per il gesto di straordinaria umanità compiuto da un insegnante di Gela che, andando ben oltre i doveri professionali, ha scelto di utilizzare i propri giorni di ferie per stare accanto a un suo alunno durante un delicato e complesso intervento chirurgico.

In un tempo in cui spesso si parla della scuola solo per evidenziarne le difficoltà e le criticità, storie come questa restituiscono il senso più autentico dell’educazione: la capacità di costruire relazioni, di accompagnare i giovani nei momenti più importanti e di non lasciarli soli quando la vita mette davanti a prove difficili.

L’ insegnante ha dimostrato che il ruolo educativo non si esaurisce tra i banchi di scuola o nelle ore di lezione. Con la sua presenza discreta ma concreta ha offerto sostegno, sicurezza e affetto a un ragazzo che affrontava una sfida importante, incarnando i valori più nobili della comunità scolastica.

Il suo gesto rappresenta un esempio per tutti: per gli studenti, che imparano il valore della solidarietà; per le famiglie, che trovano nella scuola un alleato autentico; e per l’intera comunità, che vede riaffermarsi quei principi di vicinanza e responsabilità che rendono più forte il tessuto sociale.

Come Direttivo di Una Buona Idea, riteniamo che esempi come questo meritino di essere raccontati e valorizzati, perché testimoniano come la vera educazione nasca dall’incontro tra competenza professionale e profonda umanità.

A questo insegnante va il nostro sincero ringraziamento e la nostra gratitudine. Con il suo comportamento ha ricordato a tutti noi che educare significa anche esserci, soprattutto quando ce n’è più bisogno.

 

 

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